Un viaggio alla sorgente del Marecchia, dove la Romagna incontra la Toscana, fra la natura, terracotte robbiane e una gastronomia unica. Benvenuto a Badia Tedalda.

“Il tempo della natura non è il tempo della civiltà. E’ il tempo dell’usignolo, è il tempo del fiume, è il tempo della pace e dell’estasi”.
(Cit. F. Caramagna)

 

Se risaliamo il fiume Marecchia fino alla sua sorgente, attraversiamo la Romagna per poi sconfinare in Toscana e arrivare alle pendici del Monte Zucca a Badia Tedalda, a ben 930 metri di altitudine nel mezzo di una folta faggeta. È lì che nasce il fiume Marecchia, e prima di sfociare nel mare Adriatico percorre circa 70 km di territorio dando il nome alla valle che lo vede scorrere.

 

Il nostro viaggio parte proprio da lì, da quella sorgente che attraversa una zona suggestiva di calanchi e marne argillose.
Ed è proprio lungo il sentiero che porta alle Sorgenti del Marecchia che si incontra la Fonte di Dante, una piccola sorgente dove pare che il Sommo Poeta abbia sostato per dissetarsi mentre era in viaggio verso la Romagna, invitato da Uguccione della Faggiola.
La sorgente è situata all’interno dell’Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) Nuclei di Taxus Baccata di Pratieghi, e da lì parte anche un sentiero naturalistico ad anello che permette di attraversare il territorio dell'area protetta.

 

Siamo in un territorio in cui la natura è indiscussa protagonista, e lo dimostra ad esempio il percorso naturalistico ad Anello Alpe della Luna, raggiungibile in auto da Badia Tedalda prendendo la strada che dal fiume va verso Monteviale, per poi lasciare l’auto e iniziare una meravigliosa camminata di 17 chilometri e quasi sei ore di cammino.
Si tratta di un trekking impegnativo fra specchi d’acqua cristallini e pareti rocciose in un territorio incontaminato e persino oggetto di leggende.

Il paesaggio cambia continuamente alternando giovani alberi a faggi secolari fino a raggiungere, lungo il sentiero, i resti della Linea Gotica.
Una volta arrivati alla Ripa della Luna ci troviamo sulla parete rocciosa più nota del parco naturale e colpisce la caduta verticale per tutta la sua altezza, come tagliata da un coltello.

Dallo stesso punto panoramico da cui si gode della vista della Ripa, lo sguardo viaggia per tutta la Valmarecchia. Ben visibili sono i Sassi Simone e Simoncello e la vicina Carpegna.
Il percorso può proseguire - con una piccola deviazione - fino allo “Specchio della Luna“, una pozza d’acqua che vale, da sola, la fatica della camminata.
Lontano dalle folle di altri posti più conosciuti, questo angolo di paradiso sorprende il camminatore per la sua purezza primordiale. La tentazione di bagnarsi i piedi è forte, così come il freddo gelido dell’acqua che, in pochi minuti, ti spinge a rimettere le scarpe.

 

A proposito di acqua va segnalato che dai pendii settentrionali dell’Alpe della Luna ha origine il torrente Presalino, alla cui confluenza con il fiume Presale nasce la suggestiva e omonima cascata - la Cascata del Presalino - che si incontra a circa 1,5 chilometri dal centro abitato di Badia Tedalda.

 

La Cascata del Presalino, oltre ad essere una meravigliosa attrattiva naturale, è un importante punto di riferimento in quanto costituisce il “portale d’ingresso” dal lato settentrionale alla Riserva Naturale, attraverso un sentiero che da qui permette di raggiungere i crinali dell’Alpe della Luna.

Fermarsi alla natura di questa zona, sebbene sia florida e rigogliosa, sarebbe tuttavia riduttivo.
Il nostro viaggio a Badia Tedalda prosegue fra le terracotte robbiane che costituiscono la prova tangibile degli stretti rapporti politici, culturali e commerciali che dalla fine del ‘400 e nel corso della prima metà del ‘500 legavano la città a Firenze.

 

Oggi nella Chiesa di San Michele Arcangelo sono custodite con cura cinque splendide terrecotte invetriate dei fratelli Santi e Benedetto Buglioni, allievi nella bottega di Luca Della Robbia, fortemente volute dal vescovo Leonardo Bonafede: tre ampie pale d’altare, un raffinato ciborio raffigurante candidi angeli e cherubini, e due figure a bassorilievo, raffiguranti la Vergine annunziata e l’Arcangelo Gabriele.

 

Nella Chiesa di San Tommaso a Montebotolino troviamo un’altra opera Robbiana raffigurante l’Incredulità di San Tommaso: la scena ritratta nella pala d’altare, raffigura Gesù mentre benedice San Tommaso, il quale a sua volta incredulo, tocca con la mano il costato del Messia. Sotto alla terracotta vi sono altre cinque formelle.

Infine, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Fresciano custodisce quella di Gesù che consegna le chiavi del Paradiso a San Pietro.
E dopo tanta bellezza, natura e cultura, il viaggio prosegue in tavola.
Per la sua posizione privilegiata di terra di confine, la cucina del territorio è molto ricca e, nonostante la tipicità dei piatti derivi dalla tradizione contadina, fatta di ingredienti poveri, riserva sorprese inaspettate in ogni stagione.
Oltre all’ottima carne di razza Chianina IGP, allevata nei pascoli incontaminati del territorio di Badia Tedalda, una tipicità del territorio sono sicuramente i prodotti del sottobosco: funghi di stagione, come prugnoli, porcini e Tartufo (Scorzone, Nero Pregiato e Tartufo Bianco) che accompagnano bene la pasta all’uovo fatta in casa - tagliatelle, ravioli di ricotta e spinaci, cappelletti, gnocchi e passatelli.
Tra i piatti della tradizione da provare ci sono la panzanella (versione estiva della ribollita), i crostini di fegatini alla toscana, le salsicce sott’olio, il raviggiolo (posto a scolare su un letto di felce), i tortelli di patate alla piastra e il migliaccio della Valmarecchia.