Montecopiolo, la natura a portata di mano

Tutto il territorio di Montecopiolo è un vero e proprio abbraccio alla natura e alla biodiversità, ed è rinomato per i percorsi naturalistici e per l’abbondante innevamento del periodo invernale per il quale si è dotato di diversi impianti di risalita.

Una parte del territorio montecopiolese è inoltre inserita nel Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello, mentre alle due estremità del paese di Villagrande, si conservano i ruderi di due castelli: dell’importante e principale castello di Montecopiolo e del piccolo castello del Monte Acuto (oggi monte San Marco). Il castello di Monte Copiolo, con le sue importanti rovine immerse nel verde delle conifere, fornisce ancora oggi, oltre a splendidi scorci, importanti dati per la ricerca archeologica. Sempre in territorio comunale si conservano i ruderi del piccolo castello di Monte Boaggine.

Il Colle Poggio è un piccolo colle a forma di piramide da visitare in silenzio con calma, prendendo tutta la sua energia positiva. 

Oggi il Poggio è un luogo tra mistero e leggenda.

Una leggenda molto lontana nel tempo, ci racconta che in questo promontorio a forma di piramide, sia contenuta una energia particolare e che in un certo periodo dell'anno, al calar del sole, esso si animi di creature misteriose.

Parlando del Poggio, alcuni anziani dicono che in tempi antichi, in cima vi sorgesse un piccolo conventino, dove vivevano dei frati con conoscenze tali da essere in grado di curare gli animali e persone. Questi sono racconti tramandati nei secoli, parole probabilmente senza alcun fondameto storico, ma non è forse vero che in ogni leggenda c'è sempre un fondo diverità?

 

Il Parco Comunale del Monte Montone che si estende per 85 ettari regalando atmosfere fiabesche, rese magiche dai variopinti colori della flora che mutano con l'alternarsi delle stagioni.
L' area è composta da diverse centinaia di specie, alcune rare e importanti dal punto di vista fitogeografico fra cui Pino Nero, Abete Bianco, Abete Rosso, Faggio, Acero Montano, Acero Riccio, Cerro, Orniello, Frassino Maggiore, Carpino Nero, Castagno, Nocciolo, Agrifoglio, Roverella e Leccio.

Si tratta di un patrimonio importante e meritevole di tutela e protezione, rappresentativo di un territorio montano quale quello di Montecopiolo.Nel territorio comunale di Montecopiolo sono presenti circa 40 specie di orchidee spontanee di cui 20 possono essere osservati nell'area del Monte Montone.
Da pochi centimetri di altezza a oltre il metro, dal rosso più appariscente fino al verde più tenue, le rappresentanti di questa famiglia nel corso della loro evoluzione hanno sviluppato le forme e le strategie più disperate, dall' autoimpollinazione al complesso inganno "sessuale" del genere Ophrys.
Queste meraviglie sono protette grazie alla Legge Regionale n.2 del 24 Gennaio 1977 che ne vieta la raccolta sull'intero territorio regionale.

Monte Eremo

Eremo sul Monte Carpegna (1260 - 1415 s.l.m) è collocato all’interno del comune di Montecopiolo.
La visione che si domina dalle pendici del monte Carpegna è veramente unica.
L'orizzonte regala una sensazione di infinito che è difficile da dimenticare. Ed è proprio per la vastità degli spazi che la località è meta dei deltaplanisti e amanti del parapendio.
Ma in realtà è tutta la zona intorno all'Eremo che è ricca di sorprese e servizi per il pubblico. I grandi prati sono l'ideale per fare entrare in contatto con la natura anche con i bambini molto piccoli. Sarà una scoperta vedere mandrie di mucche al pascolo o le poiane che si posano sui rami degli alberi. Su questi pendii in inverno sono attivi gli impianti di risalita con seggiovia e si può sciare, con la possibilità di innevamento artificiale delle piste al bisogno.

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Le cascatelle del Conca

Il fiume Conca nasce nel Comune di Montecopiolo dalle pendici del monte Carpegna a 1415 metri sul livello del mare e sfocia nei pressi di Cattolica dopo un percorso di circa 45 Km.
Nei pressi di Ponte Conca il fiume forma deliziose cascatelle che rendono suggestivo questo scorcio di paesaggio, un piccolo angolo incontaminato del Montefeltro raggiungibile da un breve sentiero all'interno del Parco Simone.

 

Monte San Marco ( Monte Acuto)
Sul Monte San marco è possibile trovare ruderi di vecchi manufatti, come il vano monolitico quadrangolare o di una torre circolare” dal momento che la parte del monte oggetto di cavatura non è scalabile, mentre il restante versante è recintato, essendo proprietà privata.

I rilievi di monte San Marco, di Montone e del Castello di Montecopiolo, nella parte alta della vallata del Conca fanno parte degli esotici gravitativi della
Val Marecchia, sono costituiti dalla formazione di San Marino e rappresentano un elemento di distinzione e pregio del paesaggio Sin dal XIII sec., sopra monte San Marco (anticamente monte Acuto), si trovava un importante castello soggetto ai conti di Montefeltro. Del castello, oggi, non restano che importanti crolli. Presso la fortificazione era presente una chiesa, dedicata a San Marco. Tradizione vuole che, all’interno della chiesa, si trovasse “il letto del Papa”, ossia un enorme masso - chiamato genga -  scavato a formare una sorta di vasca di forma rettangolare.

Sul fondo della vasca, ancora oggi, è chiaramente visibile una croce incisa, già meta di pellegrinaggio nel XVII secolo, come rilevabile da alcune cronache dell’epoca. Il sentiero per raggiungere il misticismo del “Letto del Papa” (o di San Marco) inizia da una distesa di ciottoli: detrito di frana e detrito di cava poiché presso questo rilievo, sino a qualche decennio fa, era attiva una cava che, fortunatamente, non è riuscita a intaccare l’area
archeologica che si trova sulla sommità.

 

Castello di Monteboaggine
Il nome Monteboaggine significa “Monte dei buoi” per il pascolo dei bovini che dai tempi antichi si pratica su questo territorio.
Una perla del luogo è l’antico castello di Monteboaggine, di cui oggi rimangono la Torre campanaria e alcune tracce dell’antico borgo e della chiesa. Prima di arrivare al castello, sulla destra, si trova un piccolo cimitero in uso fino agli anni ‘40 e una cappella.

Dal castello (964 m. s.l.m.) si possono vedere le montagne circostanti e le valli fino ad arrivare al mare.
Testimonianze storiche riguardanti Monteboaggine si hanno già nel XIV secolo. Era possedimento dei conti di Montefeltro, poi passato ai duchi di Urbino, ed entrato nello Stato della Chiesa nel 1631. Dopo un periodo di confusione in epoca napoleonica, con la restaurazione, nel 1816 Monteboaggine perse la propria autonomia e amministrazione diventando appodiato dell’attuale Comune di Montecopiolo.
Gli abitanti di Monteboaggine, come nei secoli passati, sono impegnati soprattutto nei lavori legati alla terra e all’allevamento; per quanto riguarda i prodotti agricoli è rinomata la patata di Monteboaggine, un tubero riscoperto da qualche anno dalle caratteristiche  inconfondibili: si conserva a lungo e “non scuoce mai”, ideale per gli gnocchi, ma ottima in tutte le ricette.

Per ciò che concerne l’allevamento le aziende locali si occupano di bovini (per non smentire la tradizione del nome) e di suini, e vendono le loro carni ben oltre i confini del Montefeltro. Fino a qualche decennio fa era molto praticata la transumanza: da Monteboaggine partivano molti pastori con i loro armenti ad ottobre, soprattutto verso la Maremma, per ritornare a giugno dell’anno successivo.
Monteboaggine è il luogo ideale per trascorrere l’estate al fresco e l’inverno con la neve. Per gli appassionati degli sport invernali è passaggio obbligato per raggiungere le piste da sci dell’Eremo. Essendo parte del “Parco regionale del Sasso Simone e Simoncello” sono stati predisposti vari itinerari che includono la visita al castello di Monteboaggine e alle vette dell’Eremo. L’Ente Parco ha realizzato a Calvillano il Centro di Educazione Ambientale, rifugio escursionistico per gli amanti della montagna.

Info: Giancarlo 3474953126 | Melissa 3470381254 

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