Borgo di Mondaino

Il borgo di Mondaino è una vera sopresa per tutti i visitatori.  Dalla sua porta d'ingresso si prosegue all'interno di un  borgo che si sviluppa nell'elegante piazza semicircolare dell'800 e nel suo castello Malatestiano. Il territorio ha un  cuore verde fatto di macchie e di campagne, dove pascolavano i daini che gli hanno conferito l'appellativo “monte dei daini”. 

Da Porta Marina, che permette l’accesso al paese,  si giunge alla Rocca Malatestiana oggi sede del Municipio e delle istituzioni culturali fra cui la Sezione Paleontologica dei Musei di Mondaino.

Nella sala all’ultimo piano, detta del Durantino, è conservato l’affresco raffigurante la Madonna del Latte di Bernardino Dolci (sec. XV), staccato dal Monastero delle Clarisse. 

Nei sotterranei della Rocca  si nascondono camminamenti sui quali si raccontano storie misteriose.

La Piazza Maggiore  di Mondaino è del sec. XIX e con la sua forma semicircolare definita dal porticato neoclassico accoglie la via centrale del paese: gli abitanti la chiamano affettuosamente “Padella”.

È il cuore del paese e  e in estate è il teatro naturale di una delle rievocazioni storiche più belle della Riviera di Rimini:  il Palio del Daino. 

Un po' di storia

Le origini di Mondaino risalgono agli etruschi che  nella loro espansione verso la pianura, si sovrapposero agli umbri.

Poi i romani arginarono l’invasione dei galli e fondarono il mito dell’origine del paese legato alla figura di Diana, dea della caccia e dei boschi, ma anche della luna e delle streghe.

Con il diffondersi della religione cristiana, Mons Damarum poi tramutato in Mondaino, che ben presto assunse un notevole rilievo geo-politico quando i Malatesta decisero di farne un caposaldo ai confini con le terre dei Montefeltro.

La famiglia riminese era già presente nel 1289, negli anni rafforzò mura e porte, rese la Rocca più potente ed essa fu teatro di incontri politici come i patti di pace siglati, una prima volta da Carlo Malatesta e Antonio da Montefeltro, 1393, poi da Sigismondo Pandolfo e Federico, 1459.

Federico conquistò Mondaino e ne fece dono alla Chiesa. Ciò non comportò però la sua decadenza, perché rimase uno dei Castelli più importanti della Valconca e si arricchì nei secoli di belle architetture, civili ed ecclesiastiche, mantenendo saldo il suo impianto.

Fantasmi & leggende

Le curiosità di Mondaino attraversano la storia antica fino ad arrivare ai giorni nostri.

Vie di fuga castellane per sfuggire agli agguati 
Mondaino è stato uno dei castelli più importanti della Valconca. Ancora oggi possiamo ammirare le sue mura di cinta, che in origine erano tanto possenti da contare ben 13 torrioni, la porta d’ingresso, Porta  Marina, con tanto di feritoie per il sollevamento del ponte levatoio, la rocca  posta su un grande basamento a scarpa, rendono bene l’idea di come la  fortificazione fosse imponente e importante. Ma il fascino è anche nascosto ai nostri occhi perché proprio dalla Rocca partono due lunghe e ripide gallerie  sotterranee.

Riscoperte da non molto, esse erano state in parte riempite di terreno e conducevano al fiume. Certo costituivano delle vie di fuga ed  erano senza dubbio passaggi segreti anche per inviare messaggeri.  Accanto agli scopi militari servivano anche per l’approvvigionamento idrico, un ritrovamento che ha destato non poca meraviglia.  

 

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Mondaino, una storia degna di "note"
Le curiosità del luogo passano anche attraverso la storia della famiglia  Galanti, e in particolare di Antonio Galanti che fra la fine dell'800 e gli inizi del 900 si guadagnava da vivere esibendosi come musicista nelle fiere. Fu lui a creare la prima fisarmonica Galanti. 
Già nel 1917 la fabbrica Galanti - oggi  restaurato e visitabile - realizzava trumenti all’avanguardia, sia sotto il profilo tecnico che estetico, suonate dai migliori fisarmonicisti e reclamizzate dall’attrice Paulette  Goddard, star di prima grandezza, attrice di cinema e di teatro, nonché compagna di Charlie Chaplin. 

A Mondaino, nel 1932, si inaugurò il nuovo stabilimento, Fratelli Galanti, affiancando alla fisarmonica altri strumenti come le chitarre elettriche, gli organi elettronici e i vibrafoni. Con lo spirito innovatore di sempre, la nuova generazione di Galanti costruì il primo organo elettronico made in Italy. 

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