Mateureka museo dell'Informatica

Il museo ha rivisto e aggiornato, con l’autorevole consulenza dell’artista Lidia Masi, le vetrine dedicate ai Romani e ai popoli del Centramerica: Maya, Inca e Aztechi.

Completamente nuova, invece, la vetrina dedicata ai Fenici con le statuette della dea Tanit e di Elissa, provenienti da Cartagine, con la presentazione del famoso problema della principessa Didone, fuggita da Tiro, alla quale gli indigeni donarono tanta terra, per fondare Cartagine, “quanta ne può essere delimitata da una pelle di bue”.

Non poteva Mateureka passare sotto silenzio i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri la cui Divina Commedia ha notevoli spunti matematici e può essere considerata non solo opera letteraria ma anche un’opera scientifica, geografica e storica, una sorta di enciclopedia del Medioevo. Per onorare il sommo poeta, la biblioteca del museo espone, eccezionalmente, in facsimile i tre meravigliosi incipit della Commedia tratti da un pregiato manoscritto illustrato del Quattrocento. Le miniature, l’elegante calligrafia e i capilettera miniati rappresentano una vera e propria delizia per gli occhi. 

Il museo presenta gli uomini, le idee e lo sviluppo storico dell’informatica; ma non vuole essere solo una raccolta di memorie del passato ma principalmente un'occasione per capire l’oggi e prevedere il futuro, con un’attenzione particolare al mondo della Scuola, con esposizione di robot, di caschi per la realtà virtuale e la visione 3D ci riportano alla realtà del mondo odierno dove il computer, oramai, è entrato nelle nostre vite come componente fondamentale del progresso civile, sociale e culturale.