Un itinerario d’autunno tra Valconca e Valmarecchia
C’è un momento dell’anno in cui vale la pena lasciare il mare alle spalle e seguire le strade che salgono verso le colline.
È l’autunno, quando i boschi cambiano colore, le foglie cominciano a scricchiolare sotto i piedi e tra i ricci caduti a terra si nascondono le castagne.
Tra Valconca e Valmarecchia il castagno racconta una storia antica. Per secoli ha rappresentato una risorsa preziosa per le comunità dell’entroterra, offrendo cibo e legname, e ancora oggi la sua presenza caratterizza diverse zone delle nostre colline.
Il nostro itinerario parte da Montefiore Conca e risale verso l’alta Valmarecchia, seguendo quattro tappe legate alla cultura e al paesaggio del castagno.
Prima tappa Montefiore Conca: il castagneto di Monte Faggeto
Sulle colline di Montefiore Conca si trovano quattro principali aree di castagneto:
Monte Faggeto, Monte Auro, Monte Maggiore e Case Suore.
Sono tutte proprietà private, ma c’è una differenza importante per chi vuole organizzare una passeggiata autunnale.
Monte Faggeto è l’unico castagneto accessibile al pubblico durante il periodo di apertura stagionale. Si raggiunge salendo da Via Forca, lungo lo stesso percorso che conduce verso la Big Bench, situata alle spalle del castagneto.
L’ingresso è gratuito e chi vuole può raccogliere le castagne: all’uscita vengono pesate e acquistate al prezzo al chilo stabilito dai gestori.
L’apertura avviene generalmente tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, seguendo i tempi naturali di maturazione e caduta delle castagne, e continua fino a quando ce ne sono disponibili. Conviene quindi controllare sempre l’effettiva apertura prima di partire.
I castagneti di Monte Auro, Monte Maggiore e Case Suore, invece, non sono aperti al pubblico.
Seconda tappa Uffogliano: nella Giungla dei castagni
Dalla Valconca ci spostiamo in Valmarecchia, fino a Uffogliano di Novafeltria.
Qui si trova quella che viene tradizionalmente chiamata “Giungla dei castagni”, indicata dalle fonti turistiche territoriali come uno dei castagneti più conosciuti della valle.
Il paesaggio boscoso accompagna verso i resti del Castellaccio, antico insediamento fortificato oggi in parte avvolto dalla vegetazione. Un luogo in cui bosco e tracce del passato finiscono quasi per confondersi.
Qui, però, facciamo una distinzione importante: la presenza del castagneto non implica che la raccolta delle castagne sia libera. Prima di accedere ad aree non chiaramente pubbliche o raccogliere frutti è sempre necessario verificare eventuali proprietà e autorizzazioni.
Terza tappa Talamello: tra i castagni del Monte Pincio
Proseguiamo verso Talamello, dove il castagno è una presenza importante del paesaggio del Monte Pincio.
Qui si trovano castagneti con alberi secolari e, durante la stagione autunnale, è prevista anche la raccolta delle castagne aperta al pubblico, secondo periodi e modalità stabiliti dai gestori.
Il castagno caratterizza anche altre zone del territorio di Talamello, come Monte Ercole e Monte Benedetto.
A questi boschi è legata anche una curiosa pagina della storia locale: in passato furono frequentati dai contrabbandieri di polvere da sparo.
Oggi ci si viene per tutt’altro: camminare tra gli alberi, godersi il bosco d’autunno e, dove e quando consentito, raccogliere qualche castagna.
Quarta tappa Casteldelci: dove il castagno racconta la montagna
L’ultima tappa ci porta nell’alta Valmarecchia, a Casteldelci, dove il paesaggio diventa decisamente montano.
Qui il castagno è legato alla vita e alla storia delle comunità locali. I suoi frutti hanno rappresentato a lungo una risorsa alimentare, mentre il legno, resistente e durevole, veniva utilizzato per diversi impieghi.
Nella storia della Valmarecchia il legname di castagno ha avuto anche un legame con l’attività mineraria: veniva utilizzato per realizzare strutture e sostegni nelle gallerie delle miniere di zolfo.
Il rapporto tra Casteldelci e il castagno continua inoltre a essere raccontato attraverso iniziative ed escursioni dedicate al territorio, che hanno previsto anche momenti di raccolta dei marroni.
Da queste parti, insomma, il castagno non è soltanto uno dei protagonisti dell’autunno: è una piccola chiave per leggere la storia della montagna.
Consigli da vero pro
- Scegli ottobre. È il periodo in cui i castagneti entrano nel pieno della stagione, anche se maturazione e caduta dei frutti dipendono ogni anno dalle condizioni climatiche.
- Non raccogliere castagne solo perché le trovi lungo il percorso. Molti castagneti sono proprietà private e la raccolta è consentita esclusivamente dove autorizzata.
- Controlla prima di partire. Aperture, accessi e modalità di raccolta possono cambiare: una telefonata agli uffici turistici o una verifica delle comunicazioni dei gestori evita brutte sorprese.
- Scarpe adatte al bosco, soprattutto dopo giornate di pioggia.
E ogni tanto ricordati di guardare in alto. Cercare castagne porta inevitabilmente a fissare il terreno, ma tra i colori del bosco e gli scorci sulle vallate, la parte migliore della passeggiata potrebbe non essere nel cestino.
Informazioni
- Comune di Montefiore Conca tel. 0541 980035
- Comune di Novafeltria tel. 0541 845619
- Welcome Room di Talamello tel. 0541 920037
- Comune di Casteldelci tel. 0541 915423