Da Santarcangelo a Montebello, due borghi della bassa Valmarecchia

Si parte da Santarcangelo, nella prima parte della Valmarecchia, per poi salire verso le colline e verso i primi speroni di roccia che rappresentano senza dubbio il tratto più singolare di questo territorio.

 

I prodotti della pianura, i grandi vini Trebbiano Sangiovese ma anche Pagadebit Cagnina, le pastasciutte, i piatti tradizionali romagnoli segnano in modo deciso buona parte della gastronomia locale, ma più si avanza nell’entroterra più compaiono evidenti i segni di una “cucina di confine”, che assume gradualmente e rielabora caratteristiche della cucina del Montefeltro.

 

Santarcangelo è una cittadina decisamente importante. Tutto il suo centro storico testimonia una ricchezza che si è sviluppata nel corso di diversi secoli e passeggiando per le sue vie si avverte la vitalità che si contraddistingue in questa piccolo ma affascinante comune. Molte sono le cose da vedere.

 

A cominciare dalle grotte, che si sviluppano sotto tutto il centro storico, per poi spingersi su per le vie delle “contrade” fino alla torre dell’orologio, alla scoperta delle antiche porte di accesso al borgo fortificato (del Campanone e Cervese) delle piazzette (da notare quella delle Monache) e della Rocca. A questa fortezza, rimaneggiata diverse volte dai Malatesta, si sovrappongono diverse strutture. Numerosi interventi la hanno trasformato in residenza nobiliare ancora oggi di proprietà dei principi Colonna. Dalla Rocca si scende di nuovo verso il paese per visitare la chiesa della Collegiata, in piazza Balacchi.

 

Sulla piazza principale, quella di fronte al palazzo comunale c’è l’Arco Trionfale dedicato a Papa Ganganelli (Clemente XIV) nativo di Santarcangelo. Da non perdere la bottega Marchi dove si stampano “ a ruggine” le tele secondo tecniche antiche, e il Museo etnografico dove è conservata una importante raccolta di oggetti ed è anche centro di documentazione della cultura contadina e popolare romagnola. Fuori dal paese merita una visita la Pieve, un edificio risalente al VI secolo ancora oggi ben conservato.


Da qui si prosegue per Poggio Berni, antico possedimento della famiglia riminese Berni ma legato, come ogni altro luogo dei dintorni alle vicende dei Malatesta. Vi erano in questa parte del contado diverse fattorie fortificate anticamente dette “Tombe”: il bel complesso di una di queste fattorie è ancora oggi visibile e corrisponde all’attuale Palazzo Marcosanti che porta alcuni segni evidenti d’epoca malatestiana. Interessante in questo territorio il percorso degli antichi mulini. Da Poggio Berni si sale rapidamente a Torriana, l’antica Scorticata.


Qui restano tracce di fortificazioni e due grossi torrioni sulla rupe sopra il paese. Notevole la vista che di gode dal paese sulla bassa Valmarecchia. Da Torriana un’unica strada porta a Montebello, un borgo medioevale perfettamente conservato, con una splendida rocca che ha visto edifici di epoche diverse sovrapporsi ed integrarsi fino a creare una struttura complessa. Anche questo borgo fu possedimento malatestiano ma nel 1463 viene dato in feudo ai Guidi di Bagno. Ancora oggi proprietari della rocca. Una visita agli interni riserva sorprese e quella all’esterno rivela una veduta completa sulla Valmarecchia, verso i monti e il cuore del Montefeltro.