Bizulà

E' una ciambella di pane, ottenuta da farina, lievito di birra, acqua e sale, tipico di Cattolica.

 

Il pescatore si imbarcava portando con sé solo del vino, dell'olio d'oliva e l'immancabile filo di bizulà a tracolla, il cosiddetto biscotto dei marinai, un pane speciale che si manteneva più a lungo e che veniva consumato dopo essere stato posto a bagno in acqua o nel vino perché si ammorbidisse. Quello era il poco necessario al sostentamento di un uomo di mare durante l'intera campagna di pesca, che poteva durare anche alcune settimane.

 

COME SI FA IL BIZULÀ?

 

Si impasta la farina con lievito sciolto in un po' di acqua tiepida, olio e sale, fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Si forgiano degli anelli del diametro di un braccio d'uomo e si lascia lievitare. A lievitazione ultimata, la cottura avviene nel forno a vapore (oggi nel forno elettrico).

 

Oggi che sono cambiati i metodi della pesca, il bizulà dalla tipica forma a ciambella, con la sua crosta leggera e la mollica morbida che anche quando diventa secca, resta sempre friabile come un grissino viene consumato come pane normale e a Cattolica è possibile trovarlo in un solo forno, il forno della famiglia Tirincanti (che non a caso si trova in via del Porto) che lo produce dal 1904 e dove viene ormai preparato solo per il fine settimana.