Piada o piadina

La Romagna non è molto grande ma sono tanti i linguaggi dialettali e tanti i modi di fare e chiamare la piada o piadina (dalle nostre parti “pida” o “pieda”). Con un colpo al campanilismo si può affermare anche che questo tipo di “pane dei poveri” non è presente solo dalle nostre parti ma è abbastanza diffuso in tutto il mondo: basta pensare agli ingredienti e ci si rende conto che è un cibo elementare, primordiale, di base.
In Romagna però la piada è stata nobilitata e trasformata in elemento caratterizzante della gastronomia locale.

 

Ingredienti per 8 persone 

  • 500 gr. di farina bianca
  • 30 gr. di strutto oppure 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • Sale
  • Bicarbonato
  • Acqua tiepida q.b.
     


Ponete la farina a fontana su un tagliere, impastatela con lo strutto già un po’ ammorbidito (oppure con l’olio extravergine d’oliva), il sale, un pizzico di bicarbonato e un quantitativo di acqua tiepida dosata fino ad ottenere un impasto compatto e abbastanza duro.
Strappate l’impasto con le mani in quantità tale da formare ogni volta una pallina, tipo quelle che fanno i pizzaioli. Ne dovrebbero uscire otto, che metterete a riposare per una mezz’oretta sotto un panno asciutto.


Stendete l’impasto col mattarello formando dei cerchi dello spessore di 3 / 4 millimetri e del diametro di 15 / 20 cm.. Questa è la piadina.
Cuocetela su entrambi i lati senza bruciarla su una teglia o su una normalissima padella antiaderente forando la superficie con la forchetta se si formano le bolle.


La sua morte è gustarla calda, imbottita con salumi di tutti i tipi, variata con radicchio cicorino e cipolla fresca affettata, oppure con pomodori, melanzane e peperoni al gratin. E’ buona anche con formaggi di tutti i tipi in particolare con quello fresco molle che viene chiamato squaquerone.


Una variante interessante della piada è il cassone: in questo caso bisogna aver cura di assottigliarla di più poiché va piegata in due e cucita ai bordi facendo pressione con i denti della forchetta. Prima va riempita di rosole (sono le prime erbette di quella pianta che se lasciata diventa il papavero di campo) opportunamente sminuzzate crude spolverate di sale e lasciate a perdere acqua per circa un’ora.
La pida è un’arte e come tale ognuno con la fantasia può esaltare le proprie capacità abbinandola con qualsiasi companatico: il successo è garantito!